Percorso strutturato basato su IFS per esplorare il mondo interiore
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Il Clinical Visual Novel (CVN) è uno strumento narrativo-relazionale che usa l'Intelligenza Artificiale per aiutare pazienti e terapeuti ad ampliare le "trame traumatiche", facendo emergere storie implicite custodite nel corpo e spesso indicibili. Due i presupposti clinici: le esperienze traumatiche tendono a fissarsi come memorie corporee/implicite che riemergono tramite trigger, generando dissociazione e disregolazione; la cura richiede di far affiorare tali storie senza riattivare le difese che le tengono nascoste, così da co-costruire alternative più desiderabili e tollerabili.
L'AI e il formato visual novel (testo, immagini, scelte) consentono di lavorare su tre livelli narrativi: sincronico (vita attuale e sintomi), diacronico (storia personale lungo il tempo) e corporeo/implicito (narrazioni frammentate e plurali). In questa cornice i videogiochi sono visti come contesti culturali regolati e navigabili, utili a esplorare possibilità e ruoli.
Queste qualità creano un terzo spazio sicuro, dove immagini e testi condivisi permettono di mettere a fuoco dettagli, incongruenze e sentimenti rimossi.
Il CVN attenua giudizio e umiliazione, facilita l'alleanza, consente esplorazioni "a rischio zero" (anche con figure defunte o abusanti), modula l'intensità emotiva secondo la finestra di tolleranza e produce immagini condivise anche quando l'imagery guidata incontra resistenze. È un linguaggio intergenerazionale, a metà tra fumetto e videogioco.
Con la guida del terapeuta, il paziente entra in ambienti immaginativi adattivi; avatar e scenari si modificano per avvicinarlo gradualmente a contenuti difficili. Sono previsti script flessibili per quadri complessi (DCA, DOC, disturbi di personalità, umore/ansia), trame traumatiche (abbandono, abuso, maltrattamento, bullismo) e polarità narrative.
Il flow di gioco sostiene immersione, attenzione e feedback immediati: l'identificazione coi personaggi e le scelte dialogiche "sfidano" i vincoli rigidi, sbloccano memorie latenti e favoriscono il dialogo tra "parti interne", con il terapeuta attivo nella co-costruzione.
In una storia di abuso e maltrattamento, il CVN ha permesso alla paziente di rivedere la scena chiave da più punti di vista (bambina/adulta), notare dettagli taciuti (p.es. le forbici sul comodino), contattare sentimenti non ammessi (odio verso il padre) e riconoscere l'origine indotta del proprio senso di colpa (accusa materna post-evento). La ri-narrazione ha sciolto la formula rigida "non ho salvato mia sorella", favorendo una cornice più compassionevole verso sé e la madre.
Le esperienze iniziali sono promettenti: testi e immagini co-costruiti permettono di dosare l'attivazione e aggirare le "istruzioni negligenti" che irrigidiscono il racconto; è auspicabile ricerca con campioni più ampi.
Ambiti d'uso: prevenzione (scenari di bullismo con ruoli multipli), clinico/terapeutico (pre-, durante e post-intervento sui traumi) e formazione (insegnanti, educatori, TERP, psicologi/psichiatri).
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